16/11/2016

Newsletter N. 06/2016 del 16 Novembre 2016

Legge sulle aree protette.

La Commissione Ambiente del Senato ha approvato il DdL di riforma della legge quadro sulle aree protette legge 394/91. Il DdL n. 119 prevede una serie di importanti novità: prevede una governance dei parchi più snella e rafforzata, diventa più forte il ruolo del Presidente del Parco, sempre nominato con decreto del ministro dell’Ambiente, d’intesa con i presidenti delle regioni in cui ricade il territorio dell’area protetta, nell’ambito di una terna di soggetti con comprovata esperienza nelle istituzioni, nelle professioni e nella gestione di strutture pubbliche e private. La carica diventa finalmente incompatibile con qualsiasi incarico elettivo e con incarichi negli organi di amministrazione degli enti pubblici. Mantenendo le finalità fondamentali di tutela dei valori naturalistici e ambientali, storici, culturali e antropologici tradizionali, il Piano del Parco assorbe il piano di sviluppo economico e sociale (che viene abrogato) e assume anche il ruolo di strumento con cui il parco può disciplinare iniziative economiche di valorizzazione del territorio, del patrimonio edilizio e delle attività tradizionali e agro-silvo-pastorali, nonché di turismo sostenibile. Il Piano del Parco assume valenza paesistica, rafforzata dall’obbligo di Valutazione ambientale strategica. Per la salvaguardia della biodiversità, vengono introdotti i “piani di gestione della fauna selvatica“, di competenza dell’ente parco, con il parere obbligatorio e vincolante dell’Ispra e l’impiego di personale qualificato dipendente o esterno ma con formazione certificata dall’Ispra stessa. I gestori di impianti idroelettrici di potenza superiore a 220 KW, attività estrattive, impianti a biomasse, coltivazione di idrocarburi, oleodotti, metanodotti ed elettrodotti non interrati, pontili di ormeggio per imbarcazioni, già presenti e attivi all’interno dei parchi al momento dell’entrata in vigore della legge, dovranno corrispondere un contributo agli enti per i servizi ecosistemici offerti.

http://www.senato.it/leg/17/BGT/Schede/Ddliter/testi/39420_testi.htm

 

Regolamento edilizio tipo.

La conferenza unificata Stato Regioni del 20/10/2016 ha approvato lo schema di regolamento edilizio contenente le definizioni standardizzate e l’indice da seguire per la redazione dei regolamenti da parte dei Comuni. Le Regioni hanno 180 giorni per recepire lo schema del Regolamento edilizio tipo e le definizioni standardizzate. I Comuni hanno altri 180 giorni per adeguarsi. Il Regolamento edilizio si articola in due parti: un capitolo dedicato ai princìpi generali e uno alle disposizioni regolamentari comunali. Tra i princìpi generali ci saranno la definizione dei parametri urbanistici ed edilizi, la definizione degli interventi edilizi e delle destinazioni d’uso, le procedure da seguire per ottenere e depositare i titoli abilitativi, la modulistica unificata completa di elaborati da allegare, i requisiti generali delle opere edilizie, cioè limiti di altezza, densità e distanze tra edifici, le regole per gli immobili vincolati. Le disposizioni regolamentari comunali conterranno invece le procedure interne, le norme su qualità, sostenibilità e requisiti tecnici complementari.