07/02/2013

Nuova energia per Mazara

Montana S.p.A. e Unità di Misura, sulla scia delle attività e degli studi condotti negli anni passati, hanno deciso di rivalutare anche in Italia il concetto di discarica tradizionale e hanno presentato un innovativo impianto, il Bioreattore BEST®.

 

L’impianto è ubicato all’interno di una più vasta piattaforma polifunzionale per il trattamento di tutte le tipologie di rifiuti (inerti, urbani e speciali, pericolosi e non pericolosi).

Il sito, una ex cava esaurita di più di 20 ha, si trova in un contesto socio-territoriale dove il tema dei rifiuti è sempre più sentito a causa di una carente struttura impiantistica, una raccolta differenziata che stenta a partire e la disponibilità sempre più ridotta di luoghi idonei ad accettare discariche.

Bioreattore BEST

 

 

Il sistema di trattamento BEST® consiste nella biodegradazione accelerata dei rifiuti con medio/alta percentuale di sostanza organica, all’interno di una vasca (il cui contenitore è del tutto simile a quello di una discarica tradizionale) suddivisa in n.8 “celle di bioreazione”. La potenzialità complessiva dell’impianto è di circa un milione di metri cubi, mentre ciascuna cella ospiterà mediamente 125.000 mc; il tempo medio di coltivazione delle singole celle è pari a 1 anno.

Oltre a tutte le strutture e agli impianti propri delle discariche tradizionali, il bioreattore BEST® è dotato di sistemi di ricircolo del percolato (che garantiscono le perfette condizioni di umidità dei rifiuti, il principale parametro di controllo dei processi degradativi), di sistemi che ottimizzano la captazione e l’estrazione del biogas prodotto in quantità massive ed è soggetto a specifiche operazioni gestionali e di sistemi di monitoraggio dei processi, studiati per definire con esattezza il momento in cui il materiale organico contenuto nel rifiuto sarà completamente degradato.

 

 

 

 

La fasi principali del sistema di trattamento BEST® saranno le seguenti:

- Pretrattamento dei rifiuti in ingresso tramite triturazione grossolana, finalizzato all'omogeneizzazione degli stessi.

- Abbancamento dei rifiuti e realizzazione dei sistemi di ricircolo del percolato e di recupero del biogas; ciascuna cella sarà sigillata con una copertura provvisoria di isolamento con l’atmosfera al fine di permettere l’istaurarsi delle condizioni anaerobiche necessarie per la biodegradazione e per la produzione di biogas inviato ad un impianto di valorizzazione energetica.

- Coltivazione sequenziale di tutte le celle per le quali saranno ripetute tutte le operazioni descritte in precedenza.

- Stabilizzazione definitiva dei rifiuti di ciascuna cella con insufflazione di aria calda; rimozione della copertura provvisoria, al fine di permettere le operazioni di landfill mining, ovvero l’escavazione della materia residuale e la successiva separazione delle varie frazioni riciclabili che saranno re-immesse nei processi produttivi. In tale fase, le celle del bioreattore si comporteranno come vere e proprie “miniere artificiali”.

- Riutilizzo delle celle a seguito del completo svuotamento fino all’instaurazione di un processo ciclico di interramento, svuotamento e trattamento/recupero.

 

 

I principali vantaggi del sistema sono:

- tempi molto ridotti di degradazione e di completa stabilizzazione del rifiuti (pochi anni),

- riduzione della pericolosità residuale dei rifiuti,

- riduzione dell’impatto ambientale complessivo ed in particolare degli impatti sull’atmosfera e sulla fauna aviaria tipica delle discariche per urbani,

- aumento del potenziale di conversione dei rifiuti ad energia,

- recupero di volumetria utile per nuovi rifiuti,

- recupero dei materiali riciclabili e ciclicità del processo.

1. Predisposizione delle celle

 

2. Pretrattamento dei rifiuti

 

3. Abbancamento dei rifiuti

 

4. Chiusura della cella

 

5. Ricircolo del percolato

 

6. Produzione massiva di biogas

 

7. Valorizzazione energetica del biogas

 

8. Produzione di energia "verde"

 

9. Ciclicità del processo su più celle

 

10. Riapertura della cella

 

11. Landfill mining

 

12. Separazione delle frazioni valorizzabili