La Corte di Cassazione con la sentenza n. 16044 del 12/04/2019 ha respinto le lamentele del titolare di un’azienda agricola in Lombardia (ritenuto responsabile del reato di scarico non autorizzato) che sosteneva la tesi secondo cui anche i reflui provenienti dall’attività casearia da lui svolta, in quanto correlata con quella di allevamento, andrebbero assimilati alle acque reflue domestiche ai sensi dell’articolo 101, comma 7, lettera b) D.Lgs. 152/2006.

Per i giudici, l’attività casearia è differente da quella dell’allevamento del bestiame. Nel D.Lgs. 152/2006 la condizione per l’assimilazione dei due reflui la si può avere qualora si tratti di una trasformazione e valorizzazione del prodotto, effettuata utilizzando materia prima lavorata proveniente in maggior misura da attività di coltivazione di terreni di cui l’impresa disponga a qualsiasi titolo. Inoltre le citate condizioni vanno provate dal richiedente l’assimilazione.

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