Con Sentenza n. 17508 del 24/04/2019 la Corte di Cassazione, in riferimento all’inquinamento delle acque causato dai liquami provenienti da un allevamento di suini in Umbria che sono fuoriusciti dalla rottura di una tubazione che convogliava i reflui all’impianto di depurazione e successivamente finiti sul terreno e per ruscellamento dentro un fiume, si è espressa in materia di tutela delle acque dall’inquinamento dovuto ad evento atmosferico avverso, che si può e si deve prevedere con appositi accorgimenti tecnici e misure di prevenzione, quindi non esonerando il colpevole.

Gli imputati sostenevano che la frana dovuta ad diluvio aveva causato la rottura del tubo, invocando la causa di forza maggiore per essere esonerati dalla responsabilità per il reato secondo l’ex art. 256, comma 1, lettera a) del D.Lgs. 152/2006. Per la Suprema Corte non si trattava di un diluvio improvviso ma solo di piogge intense, oltre la media storica, per le quali gli imputati avrebbero potuto mettere in atto gli interventi del caso. I giudici nella sopracitata sentenza hanno illustrato che la rottura della condotta di adduzione dei liquami inquinanti non integra gli estremi del caso fortuito o della forza maggiore, trattandosi di un evento che, anche se non ordinario, può essere previsto con la comune scrupolosità ed evitato con la corretta manutenzione ed adeguamento degli impianti.

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