Con Ordinanza n. 40236 del 02/10/2019 la Corte di Cassazione convalida, ai sensi degli artt. 137 e 256, comma 2 del D.Lgs. 152/2006, la condanna al titolare di un’azienda, per aver scaricato nella rete fognaria comunale, in assenza di autorizzazione, i reflui dell’attività di lavorazione degli agrumi e per aver depositato in modo incontrollato i rifiuti provenienti dalla stessa attività industriale. Per i Supremi Giudici, l’illecito ex art. 137 si configura unicamente per l’assenza dell’autorizzazione allo scarico, essendo questa necessaria per un’attività che genera reflui potenzialmente pericolosi per le risorse idriche e per l’ambiente. Allo stesso modo l’illecito derivante dal deposito incontrollato di rifiuti, ai sensi dell’ex art. 256 comma 2 dello stesso D.Lgs., era stata dimostrata dall’avanzato stato di decomposizione dei fusti e dall’ammuffimento del pastazzo di agrumi scaricato direttamente sul terreno.

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