Con Sentenza n. 5520 del 14/02/2020 la Corte di Cassazione respinge il ricorso presentato dal titolare di uno stabilimento industriale condannato per deposito incontrollato di rifiuti speciali non pericolosi dal Tribunale di Genova.

Per il ricorrente la responsabilità dei rifiuti trovati all’interno dello stabilimento, costituiti da “carote” di terreno derivanti da sondaggi, sarebbe dovuta ricadere sulla ditta terza alla quale era stato appaltato il lavoro di indagine ambientale (mentre un’altra parte dei rifiuti sarebbe stata abbandonata da ignoti).

I Supremi Giudici hanno respinto il ricorso, in quanto il compito di occuparsi dello smaltimento dei rifiuti prodotti dalle indagini ambientali ricadeva sull’appaltante, in base agli accordi presi tra le parti, confermati dal preventivo fatto dalla società appaltatrice. Secondo i Giudici, anche la responsabilità della gestione dei rifiuti abbandonati da ignoti è riconducibile al ricorrente: questi risultavano infatti mischiati a quelli certamente riconducibili alla diretta gestione dell’imputato ed erano stati gestiti/movimentati in modo tale da fargliene assumere la responsabilità.

Leggi la Sentenza della Corte di Cassazione n. 5520 del 14/02/2020