Il TAR Lazio, sede di Roma, ha ribadito con sentenza 10164/2021 il principio imposto dalla direttiva Habitat secondo cui i progetti pregiudizievoli per l’integrità di una zona speciale di conservazione (ZSC) siano autorizzati solo in mancanza di soluzioni alternative.

Il TAR ha richiamato la sentenza C-411/19 della Corte di Giustizia che si era pronunciata sull’interpretazione dell’art. 6, paragrafo 4 della direttiva Habitat (92/43/CEE), ai sensi del quale nonostante conclusioni negative della valutazione dell’incidenza su un sito e in mancanza di soluzioni alternative, un piano o un progetto possa essere realizzato per motivi imperativi di rilevante interesse pubblico, a fronte di misure compensative.

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