PROGETTI REALIZZATI

Campus Bovisa Durando

BUSINESS UNIT TERRITORIO E REAL ESTATE

Da campus impermeabile a paesaggio vivo: il Campus Durando come modello di rigenerazione urbana grazie alle Nature-based Solutions

Il Campus Durando del Politecnico di Milano sorge nel quartiere Bovisa, storica area industriale nel nord-ovest di Milano. Come molte zone nate per la produzione, il campus portava con sé un’eredità pesante: il 91% delle superfici esterne era impermeabile, le acque piovane finivano direttamente in fognatura senza essere trattenute né riutilizzate, diverse aree erano soggette ad allagamenti frequenti, gli spazi esterni poco vivibili a causa del caldo estivo, amplificato dall’effetto “isola di calore“.

In un contesto urbano sempre più esposto a eventi meteorici estremi e ondate di calore, questo scenario non era più sostenibile: da qui la decisione di ripensare radicalmente gli spazi esterni, grazie al supporto di Regione Lombardia, che ha finanziato l’intervento promosso dal Politecnico di Milano con un contributo di 1,5 milioni di euro.

SITO
Campus Bovisa Durando, Milano

PERIODO
2022 – in corso

TEAM DI PROGETTAZIONE
Progettazione Generale, Idraulica e SuDS: Montana S.p.A.
Progettazione Architettonica e Paesaggistica: LAND
Progettazione Agronomica: Studio Laura Gatti

SCOPRI DI PIÙ SULLE NBS
Catalogue Integrating Nature

SITO
Campus Bovisa Durando, Milano

PERIODO
2022 – in corso

TEAM DI PROGETTAZIONE
Progettazione Generale, Idraulica e SuDS: Montana S.p.A.
Progettazione Architettonica e Paesaggistica: LAND
Progettazione Agronomica: Studio Laura Gatti

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Catalogue Integrating Nature

Il Campus Durando del Politecnico di Milano sorge nel quartiere Bovisa, storica area industriale nel nord-ovest di Milano. Come molte zone nate per la produzione, il campus portava con sé un’eredità pesante: il 91% delle superfici esterne era impermeabile, le acque piovane finivano direttamente in fognatura senza essere trattenute né riutilizzate, diverse aree erano soggette ad allagamenti frequenti, gli spazi esterni poco vivibili a causa del caldo estivo, amplificato dall’effetto “isola di calore“.

In un contesto urbano sempre più esposto a eventi meteorici estremi e ondate di calore, questo scenario non era più sostenibile: da qui la decisione di ripensare radicalmente gli spazi esterni, grazie al supporto di Regione Lombardia, che ha finanziato l’intervento promosso dal Politecnico di Milano con un contributo di 1,5 milioni di euro.

La soluzione: la natura come infrastruttura

Montana ha elaborato il progetto di fattibilità coordinando successivamente l’intera progettazione esecutiva. L’intervento — circa 18.500 mq di superfici esterne ripensate — sostituisce il drenaggio tradizionale con un sistema integrato di infrastrutture verdi e blu (NBS/SuDS), progettato per lavorare in sinergia con il ciclo naturale dell’acqua invece di contrastarlo.

Gli interventi principali si articolano in più componenti complementari:

  • Pavimentazioni permeabili e trincee drenanti. Le superfici carrabili e pedonali sono state sostituite da materiali che consentono all’acqua di infiltrarsi nel suolo, riducendo drasticamente il deflusso superficiale. Le trincee drenanti, posizionate lungo i percorsi principali, raccolgono e smaltiscono in loco le acque meteoriche, alleggerendo il carico sulla rete fognaria cittadina.
  • Giardini allagabili (rain gardens). Alcune aree verdi sono progettate per accogliere temporaneamente volumi d’acqua durante gli eventi piovosi intensi, rilasciandola poi lentamente per infiltrazione o evapotraspirazione. Sono elementi multifunzione: funzionano come buffer idraulico e al tempo stesso arricchiscono la biodiversità e la qualità estetica degli spazi.
  • Il corso d’acqua naturalizzato (permanent stream). È forse l’elemento più caratterizzante dell’intero intervento: un percorso d’acqua di 88 metri lineari, con due specchi d’acqua per 134 mq complessivi, che attraversa il campus creando un asse verde-blu continuo. Non è solo un elemento paesaggistico: svolge un ruolo attivo nella laminazione delle piene, nel raffreddamento del microclima locale e nell’incremento della biodiversità urbana.
  • Recupero delle acque meteoriche. Il sistema prevede il recupero di acque piovane destinate all’irrigazione delle aree verdi di nuova realizzazione, riducendo il consumo di acqua potabile.
  • Nuove alberature e fasce vegetali. I 105 nuovi alberi, i 4.143 mq di prati polifiti e i 2.859 mq di fasce arbustive non sono semplici elementi decorativi: contribuiscono all’ombreggiamento estivo, al sequestro di CO₂ e alla riduzione dell’isola di calore, oltre a offrire habitat per la fauna urbana.

Il tutto è strutturato in sottobacini idraulici indipendenti, secondo una logica a pixel, nest e cluster: ogni componente funziona autonomamente, ma contribuisce a un sistema ridondante e resiliente, capace di gestire anche eventi meteorici eccezionali — oltre la soglia dei 100 anni di tempo di ritorno. Questa ridondanza è una scelta progettuale precisa: garantisce che il sistema continui a funzionare anche in caso di saturazione di una singola componente.

Quello che rende questo intervento davvero innovativo è la sua logica di sistema. Si tratta infatti di ripensare il funzionamento idraulico e ambientale di un’area urbana densa e complessa — con tutti i vincoli che questo comporta: sottoservizi interrati, edifici esistenti, continuità operativa del campus durante i lavori.

Il nuovo corso d’acqua naturalizzato, le alberature e gli spazi verdi creano microclimi favorevoli e luoghi di incontro per studenti, docenti e residenti del quartiere. Il campus smette di essere un recinto asfaltato e diventa parte attiva del tessuto urbano di Bovisa.

Il modello sviluppato al Campus Durando è replicabile in qualsiasi campus universitario o area ex industriale densa: offre una risposta concreta e scalabile alle sfide della transizione ecologica urbana, in piena coerenza con gli obiettivi climatici del Green Deal Europeo e del PNRR

Numeri chiave

18.490 mq Area oggetto di intervento (53.469 mq totali)
–40% Superfici impermeabili (da 43.177 a 25.765 mq)
105 Nuovi alberi piantati per ombreggiamento e sequestro CO₂
4.143 mq Prati polifiti
2.859 mq Fasce arbustive
3.071 mq NBS con alberature per riduzione dell’isola di calore
134 mq Specchi d’acqua naturalistici
1.470 mc Capacità di laminazione delle acque
Oltre 100 anni Tempo di ritorno
16–20 milioni di litri Scaricati in meno ogni anno dalla fognatura
~1.500 persone Che beneficiano ogni giorno dei nuovi spazi verdi