Con decreto legislativo n. 81 del 21 aprile 2026, l’Italia ha recepito la Direttiva (UE) 2024/1203 del Parlamento europeo e del Consiglio dell’11 aprile 2024, sulla tutela penale dell’ambiente. La direttiva ha sostituito due direttive vigenti dal 2008 e dal 2009 in materia di tutela penale dell’ambiente, definendo: «… norme minime per la definizione dei reati e delle sanzioni, al fine di tutelare più efficacemente l’ambiente, nonché le misure finalizzate alla prevenzione e al contrasto della criminalità ambientale e all’applicazione efficace del diritto ambientale dell’Unione» (art. 1).
Come noto, l’Italia aveva già adottato normativa di contrasto ai delitti ambientali con la Legge 22 maggio 2015, n. 68, che ha introdotto nel Codice penale il “Titolo VI-bis”, specificamente dedicato ai “Delitti contro l’ambiente”.
Il decreto legislativo 81/2026 adegua alla nuova direttiva il Codice penale, nonché, per quanto rilevante, il D.Lgs. 231/2001 (Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica) e il D.Lgs. 152/2006 (Testo Unico Ambiente).
Vengono, inoltre, dettate norme in materia di raccolta e trattamento dei dati statistici in materia di reati contro l’ambiente, di istituendo Sistema di coordinamento nazionale per il contrasto alla criminalità ambientale, di elaborazione e approvazione (entro il 21 maggio 2027) della Strategia nazionale di contrasto ai crimini ambientali.