Con la Direttiva programmatica per il 2026 pubblicata lo scorso 26 maggio, l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) definisce gli ambiti prioritari sui quali orientare l’attività di vigilanza di propria competenza nei prossimi mesi. Tra le novità più rilevanti, l’inserimento nel Piano Annuale delle ispezioni di una specifica attività di vigilanza sul rispetto dei Criteri Ambientali Minimi (CAM) nei settori dell’edilizia e delle infrastrutture stradali, intervento particolarmente significativo in quanto, come la stessa direttiva ricorda, il settore delle costruzioni è responsabile, a livello europeo, di circa il 36 per cento delle emissioni di gas serra e del 40 per cento dei consumi energetici finali.

La vigilanza, fondata su quanto previsto dal Codice degli Appalti in materia di conseguimento degli obiettivi di sostenibilità del Piano d’Azione per la sostenibilità ambientale dei consumi nel settore della pubblica amministrazione (art. 57, c. 2, D.Lgs. n. 36/2023), nonché sul principio Do No Significant Harm (art. 17, Regolamento (UE) 2020/852), si articolerà da un lato sulla verifica documentale della conformità di bandi e capitolati ai CAM Edilizia (D.M. 23 giugno 2022) e CAM Strade (D.M. 5 agosto 2024) e dall’altro sull’accertamento in fase esecutiva dell’effettiva ottemperanza alle clausole contrattuali ambientali, anche attraverso ispezioni mirate svolte congiuntamente con il Nucleo Speciale Anticorruzione della Guardia di Finanza, previo possibile coordinamento con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.