È entrato nel vivo, nell’ottobre 2025, il percorso di aggiornamento della normativa italiana sulle fonti di energia rinnovabili, con l’avvio del recepimento della direttiva (UE) 2023/2413 (RED III). Lo schema di decreto legislativo, approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri l’8 ottobre 2025 e trasmesso alla Camera dal 10 ottobre, punta a riallineare il quadro nazionale agli obiettivi europei, che fissano al 42,5% la quota di rinnovabili nel mix energetico dell’Unione.
Il cuore dell’intervento riguarda la semplificazione e l’accelerazione delle autorizzazioni: la direttiva impone agli Stati membri di individuare aree dedicate in cui gli impianti rinnovabili possano essere realizzati con procedure più snelle e tempi ridotti, così da velocizzare la diffusione delle tecnologie “green” e contribuire al raggiungimento dei target climatici.

Novità rilevanti interessano anche l’idrogeno impiegato nei processi industriali. Lo schema recepisce i nuovi obblighi europei sui combustibili rinnovabili di origine non biologica, stabilendo che il loro contributo – in relazione all’idrogeno utilizzato sia per fini energetici sia non energetici – dovrà raggiungere almeno il 42% entro il 2030 e il 60% entro il 2035.
Il provvedimento, che dovrà acquisire il parere parlamentare e l’intesa della Conferenza Unificata, modificherà in modo significativo il D.Lgs 199/2021, che aveva dato attuazione alla precedente direttiva RED II. L’Italia interviene così in ritardo rispetto alla scadenza europea, fissata a maggio 2025, ma con l’obiettivo di allineare rapidamente il sistema autorizzativo nazionale alle nuove regole comunitarie.