Entro lo scorso 1° luglio 2026 l’Italia – come tutti gli stati membri UE – avrebbe dovuto recepire nel proprio ordinamento la direttiva 2024/1785 (la cosiddetta IED 2.0), che aggiorna la disciplina vigente in materia di emissioni industriali (Direttiva 2010/75/UE).
Lo schema di decreto legislativo è ancora in discussione; nel frattempo, il 15 settembre la Commissione ha pubblicato, con la propria comunicazione un documento di chiarimenti sui contenuti della nuova direttiva che introduce numerose e significative modifiche al testo vigente, con l’obiettivo di « … assicurare entro il 2050 la transizione verso un’economia climaticamente neutra, pulita e circolare, ottimizzando l’uso, il riuso e la gestione delle risorse, riducendo al minimo l’inquinamento e riconoscendo al tempo stesso la necessità di politiche profondamente trasformative, nonché la necessità di tutelare la salute e il benessere dei cittadini dai rischi di natura ambientale e dalle relative conseguenze».
Il documento della Commissione, redatto in forma di “domande e risposte”, fornisce chiarimenti relativamente alle più rilevanti novità introdotte dall’aggiornamento della Industrial Emissions Directive, che riguardano – fra l’altro – in particolare i Livelli di emissione, i Livelli di prestazione ambientale e valori di riferimento, il Sistema di gestione ambientale, gli Scarichi indiretti nell’acqua, l’Allevamento di pollame e suini.