L’Italia dovrà rispondere entro un mese alla Commissione Europea spiegando come intende adeguarsi alla direttiva sull’acqua potabile. Le criticità segnalate riguardano la gestione dei pesticidi nelle acque, la garanzia di accesso all’acqua per le persone più vulnerabili e il rinvio di alcuni obblighi relativi ai PFAS.

La Direttiva Acqua Potabile UE 2020/2184 prevedeva infatti che gli Stati membri recepissero le nuove norme entro gennaio 2023, cosa che l’Italia non ha ancora ufficializzato. Risale, anzi, all’ultima legge di Bilancio 2026 la decisione di posticipare a luglio 2026 l’applicazione dei limiti per alcuni PFAS. Se le spiegazioni o le misure proposte non saranno considerate adeguate, la Commissione potrà proseguire la procedura di infrazione con un parere motivato.