La Commissione Europea ha pubblicato in data 08/09/2022 il riesame dell’attuazione delle politiche ambientali 2022, con un report specifico per ogni paese.

Il documento analizza progressi e criticità in relazione a quattro aree tematiche: economia circolare e rifiuti, biodiversità e capitale naturale, inquinamento zero, azioni per il clima.

A livello europeo si segnala che la prevenzione dei rifiuti non funziona: la produzione di rifiuti urbani è aumentata dal 2014, passando da una media di 489 a 505 kg/ pro-capite, e solo 5 stati membri hanno registrato una riduzione rispetto al 2014.

La biodiversità nell’UE continua a diminuire e mostra tendenze in peggioramento, con una pressione enorme sulle foreste (meno del 15% della superficie forestale dell’UE ha uno stato di conservazione favorevole ed è aumentato il numero di habitat forestali in cattivo stato di conservazione). L’Italia è segnalata per applicare pratiche avanzate in materia di contabilità ambientale, capitale naturale ed indicatori di benessere.

Nonostante i miglioramenti, l’inquinamento atmosferico continua a rappresentare una delle principali fonti di preoccupazione per la salute degli europei. Laddove i limiti sono stati superati in modo persistente, la Commissione ha sistematicamente avviato procedure di infrazione per i principali inquinanti (l’Italia è stata richiamata per superamenti dei limiti di PM10, PM2,5 e NO2). L’Italia è inoltre tra quegli stati membri indicato ad alto rischio di mancato rispetto degli impegni relativi alla riduzione delle emissioni di ammoniaca provenienti dal settore agricolo.

In linea di massima, la direttiva del 1998 sull’acqua potabile è attuata correttamente nell’UE; è però fonte di preoccupazione in alcuni paesi, tra i quali l’Italia.

L’Italia è inoltre indicata tra gli stati che hanno problemi in relazione all’attuazione della direttiva sui nitrati e che dovrebbero intensificare gli sforzi per ridurre ulteriormente l’eutrofizzazione e l’inquinamento delle acque sotterranee causato dai nitrati di origine agricola. In molti Stati membri le acque reflue urbane non sono ancora raccolte e trattate come dovrebbero; per questo motivo la maggior parte di essi è tuttora oggetto di procedure di infrazione e alcuni sono stati condannati a pagare sanzioni pecuniarie (Grecia, Italia e Spagna).

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